Il talento di riconoscere…il nostro talento!

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Una frase attribuita ad Albert Einstein recita pressappoco così:
“Ognuno di noi è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.”

Questa frase contiene una grossa verità e ci sono delle riflessioni da fare in merito.

Ogni persona ha delle qualità e dei difetti.
Crescendo, in genere ci si si focalizza sui secondi e non si riconoscono o non si valorizzano i primi.

Se ognuno di noi si interrogasse su quali aspetti di sé dovrebbe migliorare, saprebbe compilare una lista dettagliata di capacità da migliorare o del tutto assenti per evolvere come persone e migliorare la propria condizione, sia livello personale che lavorativo. Saremmo tutti estremamente precisi nello spiegare nel dettaglio ogni nostro difetto o aspetto da potenziare e affinare e il loro elenco sarebbe anche piuttosto lungo.

Se, invece, dovessimo elencare i nostri punti di forza e le nostre caratteristiche vincenti, ci riuscirebbe difficile stilare un elenco altrettanto lungo.

Perché abbiamo così difficolta a riconoscere il talento che c’è in noi?
Anche se è sicuramente utile impegnarsi per migliorare i punti deboli, perché non dedichiamo altrettanta cura nel rafforzare ancora di più i nostri punti forti?

Cosa succederebbe se lavorassimo per espandere ulteriormente quello che ci rende speciali, che siamo bravi a fare, che ci riesce bene?
Se ci dedicassimo lo stesso tempo speso per migliorare le nostre debolezze, cresceremmo ancora di più.

Il punto è che può capitare che qualcosa ci venga talmente naturale da avere difficoltà, noi stessi, a riconoscela come una particolare abilità.

E questo perché, fin da piccoli, ci viene inculcato il concetto che per riuscire a realizzarsi nella vita bisogna passare dal duro lavoro, focalizzandosi dove siamo meno bravi per raggiungere più risultati.
E le cose che naturalmente ci vengono facili, non vengono neanche considerate dei talenti.

Un altro aspetto che ci rende difficile riconoscerci del talento in un determinato campo, è che il termine talento viene spesso associato al campo artistico o sportivo.
Per esempio, sei un bravo violinista oppure hai un’innata predisposizione per la danza o la corsa: questa abilità, così evidente, ti viene riconosciuta dagli altri e, facilmente, ne diventi tu stesso consapevole, anche alla luce dei risultati tangibili che ottieni, dalle lodi per il tuo lavoro artistico alle medaglie in campo sportivo.

Ma la cosa si complica quando si parla di altre abilità come, ad esempio, essere bravi a parlare in pubblico, saper mettere a proprio agio le persone oppure riuscire a trovare soluzioni quando capitano degli imprevisti.
Anche quando queste abilità ci vengono riconosciute dagli altri, siamo noi quelli restii a vederle perché non abbiamo dovuto faticare per svilupparle e non le abbiamo maturate nel corso degli anni ma le abbiamo, più o meno, sempre avute.
Fanno parte del nostro naturale modo di essere.
E ci stupisce che per altri possa essere degno di nota.

A volte arriviamo anche a pensare che quella nostra qualità sia, in realtà, un difetto.
Se, ad esempio, siamo dei buoni ascoltatori e gli altri ci riconoscono la capacità di accogliere le loro confessioni e di aiutarli a trovare un nuovo equilibrio, potrebbe capitare di sentirci appesantiti da questi incontri tanto da vivere la capacità di ascolto come un peso per noi.

Anche i contesti nei quali siamo cresciuti concorrono a valorizzare o a sminuire i nostri talenti.
Se siamo cresciuti in un ambiente nel quale hanno continuato a dirci che l’unico modo per avere successo è studiare materie con un immediato risvolto pratico, sarà dura valorizzare la nostra bravura nelle materie letterarie. E il rischio è trovarsi dopo anni a essere un impiegato non soddisfatto che rimpiange di non aver percorso la strada della letteratura.
L’esempio lavorativo può essere di più immediata comprensione ma la stessa cosa può valere con alcuni aspetti del nostro carattere.

I talenti li abbiamo, anche quando non sappiamo riconoscerceli. Ma non è mai troppo tardi per farli venire alla luce e dare loro la giusta opportunità di sbocciare.

Tu quale talento decidi di riconoscerti da oggi?

 

Spicca il volo!
Riccardo

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